Obiettivi della pubblicita'

Informare, persuadere, farsi ricordare

    di Silvio Fabris

Questi tre obiettivi sono essenziali per trasformare il prodotto in oggetto d’uso. Tutti e tre essenziali per vendere.

INFORMARE. Non bisogna aver paura di dare informazioni chiare e oneste, anche se ovviamente interessate. Non bisogna cercare di vendere una qualità che il prodotto non possiede. Occorrerà parlare al consumatore delle reali caratteristiche del prodotto, usando il “suo” linguaggio, senza cadere nell’ovvio, nel banale, nel noioso. Deve essere nuovo, originale.

PERSUADERE. Convincere è un elemento determinante nella comunicazione pubblicitaria, non quella occulta, però. La persuasione non è l’inganno, ma l’amore che mettete nello scegliere le parole con le quali presentate i vantaggi reali del prodotto. E’ l’atmosfera che create intorno a ciò che l’azienda vende, ma che deve basarsi su presupposti reali.

FARSI RICORDARE. Il pubblico dimentica facilmente per via della proliferazione dei messaggi pubblicitari che lo distrae di continuo. Le aziende che fanno pubblicità, lo fanno per aumentare la quota di mercato; tuttavia, talvolta, è già successo che la pubblicità serve a farle rimanere nel punto in cui erano mesi e anni prima.

Questi tre aspetti della pubblicità possono essere così quantificate:

- INDICE DI PENETRAZIONE. In che misura la pubblicità è riuscita ad informare

- INDICE DI ATTRAZIONE D’USO. In che misura la pubblicità è riuscita a persuadere

- INDICE DI RICORDO. In che misura la pubblicità è riuscita ad evitare l’usura del tempo.





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