Napoli Jazz Winter, fine primo tempo

Il festival chiude i battenti il 30 marzo alla Domus Ars con Luca Aquino & Carmine Ioanna

    di Sveva Della Volpe Mirabelli

Anche quest’anno il Napoli Jazz Winter, nella prima parte della sua undicesima edizione, ha centrato l’obiettivo del suo direttore artistico, Michele Solipano, facendo del capoluogo campano un polo avanguardistico del jazz al pari delle capitali europee. La rassegna, cominciata il 27 gennaio con il virtuoso chitarrista Francesco Buzzurro, che per l’occasione ha presentato un concerto intorno al tema della libertà, dal titolo “Freedom”, ha visto alternarsi artisti di fama mondiale tra luoghi d’importanza storico-architettonica come la Basilica di San Giovanni Maggiore o la Domus Ars, che ha sede nell’angioina chiesa di San Francesco delle Monache.

L’eterogeneo calendario della kermesse invernale ha espresso tutte le sfumature dell’anima jazz di Napoli, affiancando a ospiti campani nomi di respiro internazionale: dalla performance “Fisa and percussion: tango-latin-jazz” del duo di Thomas Sinigaglia (fisarmonica) e Marco Carnevali (percussioni) al groove jazz, rock e funk del Robin Eubanks Bnn Trio Experience: Robin Eubanks al trombone, Pippo Matino al basso elettrico e Roger Biwandu alla batteria, dall’intimismo cangiante del piano solo di Manuel Magrini alle aperture solari di Stefano Di Battista & DEA Trio (Stefano Di Battista al sassofono, Daniele Sorrentino al contrabbasso, Elio Coppola alla batteria e Andrea Rea al pianoforte). Giunta la primavera il festival chiude i battenti il 30 marzo al Centro di Cultura Domus Ars con Luca Aquino & Carmine Ioanna, rispettivamente trombettista e fisarmonicista. Il duo sigillerà questa prima tranche del Napoli Jazz Winter 2017 con “aQustico”, un progetto che viaggia tra la tradizione e la sperimentazione, tra il free jazz le melodie mediterranee.





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