L'anima buona di Lucignolo

Collodi diventa dark

    di Livia Iannotta

Dimenticate il sorriso bonario di Geppetto, la fata turchina dagli occhi dolci e l’inseparabile bacchetta magica, e perfino le marachelle non troppo innocenti del burattino di legno più famoso di sempre. La favola nata dalla penna di Collodi si sporca di accenti gotici e atmosfere dark, per essere “snaturata” e trasformata in una moderna favola noir. Se siete amanti delle contaminazioni, lo spettacolo che fa per voi si chiama “L’anima Buona di Lucignolo”: un’operetta dark per attori e orchestra, originale spin-off della favola di Pinocchio scritto da Claudio B. Lauri, messa in musica da Luca Toller e portata in scena dalla compagnia teatrale Nerosesamo, con la regia di Luca Saccoia. Dopo aver riscosso un notevole successo di pubblico e critica in occasione della XXXIII edizione di Benevento Città Spettacolo e del Napoli Fringe Festival 2013, la pièce sarà in cartellone allo Stabile di Napoli (Teatro san Ferdinando) dal 16 al 18 gennaio 2014.

“L’anima Buona di Lucignolo” (della durata di 70 minuti) catapulta la favola collodiana nel ventre scuro di un circo in rovina, sullo stampo dei musical del primo Novecento. Tra le macerie circensi, un Vecchio Direttore canta, al ritmo del jazz degli animali morenti, la storia dei ciuchini volanti, di Pinocchio e Lucignolo, fratelli di sangue e rivali in amore, che condividono la sfortunata avventura di essere trasformati in asini e venduti al circo da un ambiguo Omino di burro. Ma, lo suggerisce già il titolo dell’operetta, il burattino che sognava di diventare bambino resta soltanto sullo sfondo, per lasciare l’intero palcoscenico ad un Lucignolo étoile del circo e al mellifluo Omino di Burro, entrambi protagonisti di uno spin-off rischiarato appena dal torpore tetro delle lampadine di tungsteno. Le macerie del circo diventano così lo scenario ideale dove preparare una resa dei conti, che arriva fatale e puntuale e in cui, abbandonando la classicità di Collodi, si scava nell’abisso dell’io e si sviscerano i tratti del circo morente.

Il progetto, patrocinato dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi e da Forlimpopoli città Artusiana, non si esaurisce sotto le luci del palcoscenico, ma si articola in più fasi con la realizzazione di un audio-libro e un adattamento cinematografico. «Con “L’Anima Buona di Lucignolo” - spiegano gli organizzatori - raccontiamo una storia inedita, cioè nuova rispetto al modello collodiano. Dati i “restringimenti economici” (per citare il direttore del circo del romanzo di Collodi), in una prima fase abbiamo lavorato su parte di questi “obiettivi a lungo termine”, partendo dal racconto di una nuova favola. Per la messinscena, parte degli elementi scenografici sono stati creati per l’occasione da alcuni artisti e artigiani campani che hanno aderito al progetto, sostenendo con il loro lavoro la produzione. In una seconda fase abbiamo vinto il bando di concorso (verso il Fringe 2013) e ottenuto un contributo produttivo per il debutto in prima assoluta al Festival Benevento Città Spettacolo 2012–Direzione Artistica Giulio Baffi».

 

 

Produzione: Doppiaeffe production/ Nerosesamo

In collaborazione con: Fondazione Campania dei festival/E45 Napoli Fringe Festival/Interno5; col sostegno di Benevento Città Spettacolo;

con il patrocinio della Fondazione Nazionale Carlo Collodi di Forlimpopoli città Artusiana

Durata: 70 minuti

Drammaturgia: Claudio B. Lauri

Musiche originali: Luca Toller? - Regia: Luca Saccoia

Con (in o.a.): ?Enzo Attanasio (L’omino di burro);? Luca Saccoia (Il direttore del circo morente); ?Mario Zinno (Lucignolo)

??Musicisti (in o.a): Carmine Brachi (batteria percussioni)?; Francesco Gallo (strumenti a fiato); Renzo Schina (Contrabbasso)?; Luca Toller (Piano)

Costumi: Gina Oliva?Disegno luci: Luigi Biondi/Giuseppe Di Lorenzo?Tecnico del suono: Paolo Vitale - ?Maschere: Claudio Cuomo - ?Elementi lignei: Giorgio Caterino

Assistente alla regia: Luca Delgado

Direttore di scena: Domenico Pepe

Tecnico luci: Gioacchino Somma

Parrucche: Artimmagine?Organizzazione:  Hilenia De Falco.





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