Tour Napoli: Palazzo Saluzzo di Corigliano

Risalente al XVI secolo oggi è sede di un dipartimento dell'Università Orientale

    di Flora Fiume

Riscoprie i palazzi di Napoli non è mai troppo tardi. Un patrimonio incredibile, spesso semisconosciuto. Lo sapete come si chiama quel grande palazzo che si trova a piazza San Domenico? Si tratta di Palazzo Saluzzo di Corigliano, risalente al XVI secolo. Fu voluto da Giovanni di Sangro a celebrazione dell’ingresso della sua famiglia nel sedile di Nilo, insieme ad altre illustri famiglie nobiliari partenopee, come gli Acquaviva d’Aragona, i d’Avalos, gli Orsini, i Pignatelli, i Toraldo. Il progetto fu opera dell’architetto cosentino Giovanni Francesco Mormando e il palazzo sorse in una zona in cui precedentemente vi erano alcune case che appartenevano alle suore della Chiesa di Santa Patrizia e che furono vendute ai di Sangro.

Nel 1587 il palazzo divenne di proprietà dei Carafa di Belvedere che qualche anno dopo apportarono alcuni cambiamenti alla facciata, trasformando le finestre in balconi. Il terremoto di Benevento del 1688 lesionò l’edificio, insieme a tanti altri della città, e questo fece sì che vennero apportati ulteriori innovazioni alla struttura del palazzo e alla sua scala. Gli ultimi interventi furono poi realizzati, a metà ‘700, da Agostino Saluzzo, duca di origini genovesi, successivamente titolare del feudo calabrese di Corigliano (da cui il nome attuale del palazzo). La famiglia Corigliano ne ha mantenuto la proprietà fino al 1935, quando l’ha affidata nelle mani dell’Istituto di Previdenza Nazionale prima, per poi passare, nel 1977, all’Università Orientale, che lo ha scelto come sede del Dipartimento universitario Asia, Africa e Mediterraneo. Le ultime opere di restauro risalgono ai primi anni ’90 e furono progettate e dirette da Ugo Carputi, Massimo Pica Ciamarra ed Ezio De Felice. Durante il restauro furono rinvenuti i resti di una strada romana del decumano inferiore della città e delle mura greche. Tutti sono stati inglobati nell’aula magna che ne è stata ricavata, che ha ancora il nome di “Aula Mura Greche”.





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