Ultimo tango del 'Caballero Triste'
Callejon da' l'addio al calcio a 38 anni. Ripercorriamo la sua carriera
di Ludovica De Sio
José Maria Callejón ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo, a 38 anni chiudendo una carriera ricca di successi e momenti indimenticabili. Con oltre 600 partite da professionista alle spalle, il suo percorso nel mondo del calcio è stato un esempio di dedizione, talento e passione. Nato a Motril in Spagna, ha dimostrato fin da giovane di avere una grande propensione per il pallone. La sua carriera si è sviluppata tra club di alto livello, dove ha saputo distinguersi per velocità, senso del goal e capacità di creare occasioni per i compagni. In ogni ambiente in cui ha giocato, ha saputo lasciare un segno indelebile. Nel 2009 arriva al Real Madrid, dove dimostra subito talento, mettendo a segno reti e assist nelle partite più importanti fino alla consacrazione: il primo posto nella Liga con i Blancos nel 2012. Per lo spagnolo, lo scudetto ha rappresentato il coronamento di anni di duro lavoro e dedizione trascorsi tra la panchina e il campo con sole 73 presenze e 17 goal. Il trasferimento al Napoli nel 2013 ha segnato una nuova fase della sua carriera. Qui, l’attaccante ha trovato un ambiente che ha saputo valorizzare le sue qualità, diventando un punto di riferimento per la squadra. Molto abile negli inserimenti, è stato definito come un “equilibratore”, fondamentale per unire centrocampo e attacco. Le doti mostrate con la casacca azzurra sono state: la velocità in campo aperto, il tiro potente e preciso, la capacità di andare in goal e di far segnare i compagni fornendo loro assist pregevoli. Il club partenopeo, anche grazie al suo aiuto, è riuscito a raggiungere traguardi importanti, tra cui la qualificazione in Champions League e due Coppe Italia. Al termine della stagione 2019-2020, lascia il Napoli dopo 7 anni di militanza, in cui ha totalizzato 349 presenze e 82 reti tra campionato e coppe. Arrivato alla naturale scadenza del contratto a Giugno e con il campionato che continuava a causa dell'emergenza Covid-19 prolunga per altri due mesi, concludendo così la stagione, senza ricevere corrispettivo economico, al di fuori di una assicurazione sugli infortuni. Dopo essersi svincolato dal Napoli, il 5 ottobre 2020 viene ingaggiato dalla Fiorentina, dove resta per due anni ma non incide particolarmente. Così, conclude la carriera con il ritorno in terra iberica, giocando al Granada e poi al Marbella. Il “Caballero Triste” è stato un esempio di professionalità e umiltà, qualità che gli hanno dato il rispetto di compagni, allenatori e appassionati di calcio in tutto il mondo, al punto tale da lasciare un segno indelebile nel cuore di tutti coloro che amano il pallone. Anche se oggi, quel treno che correva sulla fascia destra è giunto a capolinea il suo fischio continuerà a risuonare in tutte le stazioni del mondo, così da ispirare le future generazioni di calciatori.
