Napoli, un calciomercato da primato
Nessuna scusa per Antonio Conte: squadra migliorata in ogni reparto. Il colpo De Bruyne
di Ludovica De Sio
Il calciomercato è spesso una giostra che gira troppo veloce. Questa estate napoletana ha raccontato qualcosa in più di una semplice lista di acquisti: ha descritto un progetto che cresce, un’identità che non vuole spegnersi, ma anzi rilanciarsi. E allora via, entriamo nella nuova casa del Napoli, attraverso i suoi nuovi inquilini.
Kevin De Bruyne dopo un decennio vissuto da architetto del Manchester City, ha scelto la squadra campana, come sua ultima grande tela. A trentatré anni, poteva decidere la via facile: Arabia, Stati Uniti, invece ha accettato la sfida. Non è solo tecnica, il belga porta nei piedi la geometria e negli occhi la fiamma dei leader silenziosi. Noa Lang non è uno che passa inosservato. Corre, salta, dribbla. Arriva dal PSV, e sarà il tipo di ala che farà alzare gli spettatori in piedi. Sam Beukema, arrivato senza troppi festeggiamenti, è un centrale difensivo olandese, scuola AZ Alkmaar, affinato a Bologna, ora atteso alla maturità definitiva sotto il Vesuvio. Ha tutto quello che serve per reggere un reparto: fisico, intelligenza, tempismo, e quel pizzico di cattiveria sportiva. Lorenzo Lucca, alto come un campanile, con gli occhi da eterno ragazzino. A Udine ha trovato il goal, la fiducia, la chiamata della Nazionale. E ora, è stato preso per essere una variabile diversa: un attaccante da palloni sporchi. Hojlund è stato l’acquisto last minute del club partenopeo. Il vichingo della serie A che per un anno ha fatto scalo a Manchester, non è una punta che resta statica in mezzo, ama svariare, allargarsi, dialogare smarcandosi, e aprendo per i compagni.
Ma non solo difesa, centrocampo e attacco, si è toccata anche la porta, con l’arrivo di Vanja Milinković-Savić, che ha fisico ed esperienza. Titolare al Torino, è il classico portiere che non ti fa sognare ma ti fa dormire tranquillo. E in una città come Napoli, dove l'insonnia da calcio è endemica, è già una cura. Dopo l’esperienza con i granata, Eljif Elmas è tornato a casa come il figliuol prodigo verso le braccia del Padre. Miguel Gutierrez, terzino sinistro è uno che spinge con intelligenza. Non scappa sulla fascia tipo ala d’atletica leggera, prima guarda, osserva, pensa. Poi parte e quando lo fa, il pallone non lo butta in mezzo a caso: lo mette lì dove serve, con quel sinistro preciso e morbido che sembra più un piede da trequartista che da difensore.
E mentre si guarda al presente, non manca l’occhio al futuro: giovani come Luca Marianucci, Ambrosino e Vergara sono lì, pronti a crescere all’ombra dei big. Più che un restyling, quello dei Campioni d’Italia è un cambio d’abito radicale. E come sempre, quando vari tanto, i rischi non mancano: servirà tempo per amalgamare, pazienza per costruire, intelligenza per far convivere nuovi equilibri.
