Al via 'cchiuArt', 18 artisti in mostra
Visitabile fino al 5 aprile alla Chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato
26/02/2026
di Laura Cocozza
C’è un luogo di Napoli in cui la storia pesa, stratifica, interroga. È Piazza Mercato, spazio di memorie e contraddizioni, ed è qui che questo sabato, 28 febbraio 2026 alle ore 17.30, si inaugura “cchiùArt”, mostra collettiva di 18 artisti riuniti sotto un nome che è già dichiarazione d’intenti: fare “di più”, andare oltre. La sede scelta – la Chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato – non è neutra. È un luogo simbolico, carico di storia civile e religiosa, che diventa contenitore di una riflessione contemporanea sul ruolo dell’artista oggi. Un ruolo tutt’altro che semplice, in un tempo dominato da comunicazioni incessanti, immagini sovrapposte, verità manipolate e mercati che orientano anche l’arte.
Curata da Marilena Marotta e organizzata dal collettivo cchiùArt, l’esposizione – visitabile fino al 5 aprile, dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00 – si presenta come un’indagine sulle sfumature della natura umana. Al centro, il dilemma tra vero e falso, autenticità e costruzione, coscienza e apparenza. Gli artisti partono da un assunto semplice e radicale: l’uomo perfetto non esiste. Esistono invece le sue fragilità, le paure, le tensioni, la violenza latente, l’angoscia generata da una scienza incontrollata o da un’arte sempre più soggetta alle logiche del mercato. Eppure esiste anche l’immaginazione, rifugio possibile, spazio di evasione e resistenza. Il collettivo si muove in questo territorio ambiguo con linguaggi differenti. Dalla ceramica di Laura Correale alle fotografie di Manlio De Pasquale e Antonio Mercadante, dalla pittura di Amir Sabetazar, Vishka Sabetazar, Nic Quinto, Delia Ferreri, Ilaria Auriemma e Maurizio Cascella, fino ai disegni di Christophe Mourey, ai video di Sophia J. Wagstaff, alle Instant image di Sara Missaglia, alle opere poetiche di Antonio Messina, Rikki P., Vincenzo Minichini e Marco Fiore, e al design di Mario Biscetti. Ne emerge una miscellanea intensa e stratificata, dove ogni autore affronta la “crisi” secondo la propria sensibilità: chi la scava nei suoi aspetti più inquietanti, chi la rappresenta con contrasti violenti e colori accesi, chi sceglie la via simbolica o poetica.
«Ci affascina la condizione umana, i suoi cambiamenti, i suoi movimenti, i suoi continui interrogativi sull’esistenza», spiegano gli artisti. Metamorfosi, trasformazione, evoluzione e rivoluzione diventano le coordinate di un nuovo umanesimo, che rimette l’uomo al centro non come misura assoluta, ma come punto fragile e profondo di riferimento. CchiùArt si definisce una fucina di idee, un laboratorio aperto che crede in un’arte libera e indipendente, capace di sperimentare forme e tecniche nuove senza perdere l’urgenza etica dello sguardo.
La mostra non si esaurisce nell’esposizione statica delle opere. Il collettivo propone un calendario di appuntamenti pensati per coinvolgere il territorio e creare interazione diretta con i visitatori. Il 7 marzo sarà presentato il manifesto e il catalogo di cchiùArt, con testi e prefazione a cura di Andrea Buonfino. Il 14 marzo è in programma un’Action Draw: Christophe Mourey realizzerà, su richiesta, disegni di oggetti cari ai visitatori, accompagnati dal componimento di un poeta. Il 21 marzo, con “Ritratti d’autori”, spazio a fotografia e disegno dal vivo. Il 28 marzo, infine, reading delle poesie del collettivo. In un tempo in cui l’arte rischia di diventare solo evento o prodotto, “cchiùArt” prova a restituirle una funzione più profonda: quella di interrogare, disturbare, creare consapevolezza. E lo fa in un luogo che, a Napoli, è simbolo di memoria e identità.