Serie A, quanti talenti napoletani nel pallone
Da Mandragora a Pezzella, i figli di Partenope 'emigrati' per giocare
di Ludovica De Sio
“Napoli tre cose tene belle: 'o mare, 'o Vesuvio e l’ammore po pallone” perché mentre al San Paolo si canta e si soffre, in città c’è una vera diaspora di talenti partenopei che tengono alto l’onore della città… ma in maglia altrui. Tra questi c’è Rolando Mandragora che dopo aver vestito le maglie di Genoa, Pescara, Torino e Udinese, ha trovato la sua dimensione nella Fiorentina. Uno di quelli che ha la faccia da bravo ragazzo ma il piede sinistro che può farti pentire di avergli lasciato tre metri di spazio. Nella Viola è titolare e distribuisce palloni come fossero sfogliatelle a Posillipo.
Diversa la storia per Pasquale Mazzocchi, terzino tutto fascia e cuore, dopo tanti anni di gavetta nelle serie minori nel 2024 approda nel cuore di Partenope, dove però ha visto troppe volte la panchina. Polmoni di un ultramaratoneta e la faccia da scugnizzo, aspetta la sua occasione pronto, lucido, e con lo sguardo di chi ha ancora le ginocchia sporche di polvere del quartiere. E che dire di Gianluca Gaetano talento purissimo, cresciuto nel vivaio del Napoli, ma prestato al Cagliari, in cerca di minuti e fiducia. Quando gioca, lo vedi che ha qualcosa in più: tocco, visione, e quel pizzico di incoscienza. Oscilla tra una panchina e una mezza magia in campo. Ma il potenziale c'è, eccome se c'è: basta aspettarlo come la pizza il sabato sera.
I fratelli Esposito, il duo che farebbe invidia anche ai Gallagher, solo che loro invece di litigare fanno assist e goal. Sebastiano, il maggiore, è un attaccante di talento cresciuto nell’Inter, dopo diversi prestiti, tra cui Empoli, oggi è al Cagliari, dove sta cercando stabilità e minuti. Anche il fratello minore Francesco è attaccante, ha giocato allo Spezia e in questa stagione riscalda la panchina dell’Inter. È un valido sostituto, perché quando viene messo in campo segna anche qualche goal.
Infine, il coriaceo Giuseppe Pezzella, ora alla Cremonese che di mestiere fa il terzino e lo fa con grande affidabilità. Solido, concreto, non fa rumore ma c’è, come il caffè alle sette del mattino: non lo vedi arrivare, ma se manca te ne accorgi. Insomma, i napoletani in Serie A sono come la mozzarella buona: anche se la porti fuori città, resta sempre la più saporita. Magari giocano con altre maglie, segnano in trasferta, ma sotto quella divisa batte un cuore che pulsa a ritmo di tammurriata. E chissà, forse un giorno saranno tutti insieme sotto lo stesso cielo azzurro, ma intanto… si godono in trasferta, che pure là, dove vanno, lasciano sempre un po’ di Napoli.
